Anche se la denominazione “G.A.S.” probabilmente non è una delle più felici per identificare questa realtà in modo immediato, vincente sembra essere, invece, l’idea che ne costituisce il fondamento;
infatti, sono sempre più diffusi i Gruppi di Acquisto Solidale formati da famiglie che decidono di acquistare all’ingrosso generi alimentari e prodotti di uso comune da ridistribuire tra loro, il tutto assecondando una precisa logica etica.
Si tratta di esperienze di acquisto collettivo che sembrano aver preso piede, oltre che in tutta la penisola, anche in Sicilia. “Selezioniamo personalmente i produttori agricoli da cui rifornirci – afferma Fabio Lega, vice-presidente del G.A.S. “Bio…logico” che dal 2007 opera a Caltanissetta – e ciò seguendo criteri ben determinati consistenti per lo più nel favorire le aziende che garantiscano produzioni biologiche e naturali (senza pesticidi, diserbanti e concimi chimici) e che siano locali in modo da diminuire sensibilmente l’impatto ambientale causato dai trasporti di beni che spesso provengono da luoghi lontani”.
Prodotti, quindi, a chilometro zero distribuiti preferibilmente sfusi, una modalità che permette di ridurre al minimo gli imballaggi, ma anche di riutilizzare sacchetti, cassette e contenitori di ogni tipo. Un mix di sobrietà e rispetto per l’ambiente, ma anche per le persone: “Il nostro metodo – prosegue Lega – consente, inoltre, di concretizzare un’idea di solidarietà verso i produttori che lavorano con più manodopera e meno capitale e che, quindi, sono svantaggiati rispetto ai grossi imprenditori, ma, altresì, permette di instaurare con essi un rapporto diretto grazie al quale si possono conoscere i criteri aziendali utilizzati che mai, secondo noi, dovrebbero implicare lo sfruttamento del mercato del lavoro”.
Insomma, un consumo critico a 360 gradi che cerca di prendere le distanze dalle ingiustizie del sistema economico moderno, da uno stile di vita che si nutre spesso di eccessi e dalla passività a cui la grande distribuzione ci ha ormai abituato. Il popolo dei G.A.S. si rifiuta di essere intrappolato nel meccanismo (per certi versi diabolico) della grande industria in cui le preferenze espresse sono spesso il frutto del condizionamento della pubblicità, ma, al contrario, vuole diventare consumatore consapevole abbracciando uno stile di vita sostenibile in cui solidarietà e qualità la fanno da padrone.
“Ecco perché è fuorviante accostarsi al G.A.S. solo per risparmiare sul prezzo dei prodotti, – fa notare Lega – anche se, naturalmente, l’abbattimento dei costi è dovuto all’attuazione della filiera corta grazie alla quale si può beneficiare di un netto risparmio rispetto ai prezzi dei prodotti biologici praticati dai supermercati”.
Il recupero di una dimensione umana dell’economia avviene attraverso la partecipazione e la condivisione all’interno del gruppo i cui componenti, dopo aver effettuato on line l’ordine della merce dal proprio pc, si incontrano settimanalmente per la distribuzione dei prodotti e periodicamente per visitare aziende e luoghi di particolare interesse, così creando occasioni di convivialità che contribuiscono a rinsaldare i legami tra le persone e tra queste e la natura
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